A.V.P.C.M.Notizie Settembre 2014 - AVPCM

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È VERO: SIAMO PIÙ POVERI
Pubblicato: Lunedì, 02 Febbraio 2015 17:19
Il 17 Maggio 2014 è venuto a mancare il socio e dirigente A.V.P.C.M. LINO GURIOLI
Addio LINO ci manchi tanto
“Il bene fatto muore con l’uomo; solo il male gli sopravvive.”Marguerite Jourcenar scrisse questo motto nel suo capolavoro: ”Le memorie di Adriano”. Spesso, troppo spesso, si avvera ciò che la scrittrice aveva previsto ma nel nostro caso l’eccezione è palese anche se la memoria sbiadisce ciò che di meglio gli uomini fanno.
LINO GURIOLI ci ha lasciato. Era solito alle improvvisate ma questa volta ci ha sconvolto. Gli ero amico come tutti, del resto, e le sue telefonate, i suoi colloqui, avevano un unico scopo: essere di aiuto ai suoi concittadini. Fare dell’ironia è facile, difficile è realizzare qualcosa di estremamente concreto, di utile per tutti.
Era un conversatore a 360 gradi: tutto lo interessava, dall’arte al volontariato, dalla letteratura alla storia, dai monumenti alle piccole cose di ogni giorno. Aveva la capacità di sintetizzare e di passare all’azione, all’occorrenza. L’A.V.P.C.M. l’ha avuto come protagonista ed il notiziario dell’Associazione è divenuto, per suo merito e per quello di tutti i Volontari, un foglio letto e commentato.
Sono trascorsi alcuni anni da quando mi espose, pensieroso ma deciso, l’idea di fondare la Pubblica Assistenza Città di Molinella.
Ascoltò innumerevoli pareri, molti favorevoli, altri meno. Tutti sanno come, alla fine, Lui decise creando, assieme ad altri che possedevano la sua caparbietà, una realtà che ora è al servizio della comunità.
Era, in definitiva, un solitario ma cercava la compagnia di tutti. Non credo avesse dei nemici perché chi traduce nella realtà i sogni non è nemico di nessuno ma l’amico di tutti.
Alcuni giorni prima del tragico evento mi incontrò tra l’Edicola e Ponti, in piazza, come si suol dire.
Mi disse di aspettare un momento: aveva un regalo da farmi. Aspettai. Dopo un paio di minuti giunse trafelato recandomi un magnifico libro intitolato: “Un’idea di Molinella” di Garuti e Poli. Con giustificato orgoglio mi disse che aveva collaborato alla stesura delle didascalie. Sorrideva perché la “sua” Molinella era divenuta protagonista di un testo che rimarrà nel tempo e nella memoria. Non vi era alterigia in Lui, non vi era malizia.
Lo lasciai felice e così lo voglio ricordare: sempre indaffarato, sempre di corsa e sempre con gli occhiali incollati alla fronte.
Il bene fatto da LINO GURIOLI non muore con Lui perché il male gli era estraneo.  L’Amministrazione Comunale, lodevolmente, lo ha ricordato con un manifesto che gli rende onore.
Come affermava Oscar Wilde: “Gli ideali possono essere pericolosi. Le realtà sono preferibili. Possono ferire ma valgono di più”.

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SI SALVI CHI PUÒ (E CHI NON PUÒ?)
Pubblicato: Lunedì, 02 Febbraio 2015 15:33
Quando ho iniziato a scrivere questo articolo alcuni fenomeni negativi erano già successi ma, in corso d’opera, ho dovuto aggiornare, giorno dopo giorno, il mio scritto. Alluvioni, argini infranti, interi paesi allagati da metri e metri di acqua uscita da canali e fiumi in piena, strade crollate, frane che hanno causato morti e feriti come, del resto, le alluvioni. La nostra martoriata Regione è divenuta il simbolo di una Nazione nella quale gli elementi scatenati hanno trovato una facile preda sulla quale accanirsi.
Le cause sono tante e sono state spiegate e rispiegate da stampa, televisione e radio. Cambierà qualcosa? Ne dubito perché la crisi economica, data sempre per “quasi finita”, viaggia ancora allegramente e vi sono anche, sotto sotto, cause difficilmente sanabili.
E’ troppo facile dire: “Ve l’avevamo detto!”. Non è nel nostro stile ma qualcosa va cambiata. Il clima, dicono, sta impazzendo e si presentano fenomeni nemmeno pensabili 20 o
30 anni fa....
E allora? E allora si faccia come da anni facciamo noi che non abbiamo atteso queste immense disgrazie per attivare una serie di iniziative atte a PREVENIRE, più che a curare, le conseguenze di certe catastrofi. Certo, un terremoto non si può prevedere, come non si può prevedere un uragano o una bomba d’acqua ma certe misure cautelative possono fare molto.
L’AVPCM, che si voglia o no, è risultata una delle migliori Associazioni di Protezione Civile nella Provincia di Bologna ed una delle più attive in campo regionale. E spiego perché, anche per evitare i soliti bene informati che si limitano alle inutili, belle parole.
Fin dal lontano 1997 (secolo scorso, signori!)  Abbiamo iniziato, con caparbietà e tanta buona volontà, un controllo minuzioso degli argini. Molinella è circondata da canali e fiumi che ci ricordano come la nostra bella città sia frutto di bonifiche terriere che sono durate secoli. Bene, i corsi d’acqua hanno arginature che possono subire, col fluire del tempo, frane individuabili solo con un accurato controllo. Alcuni nostri soci hanno fatto di questo controllo quasi un lavoro a tempo pieno, segnalando, a chi di competenza, i guasti rilevati e dando la possibilità di rimediare. Vi prego di leggere attentamente l’intervista al socio Chiarini che si occupa del problema da sempre. Vi è poi il capitolo riguardante le tane di animali selvatici che possono scavare lunghi cunicoli in cui l’acqua penetra e sfocia spesso in fontanazzi pericolosi. Per questo e per altri motivi diviene indispensabile tutelare le arginature in modo attento ed accurato. In questo anno già si sono presentate le occasioni per giudicare l’operato dei nostri soci, operato che si manterrà anche per gli anni futuri, dato che il cambiamento mondiale del clima farà divenire il “fenomeno” come abituale e ci obbligherà a tener conto di una natura che si ribella alle imposizioni dell’uomo, alle sue pretese di considerarla come qualcosa che si può manomettere a piacimento. Le immagini, che i moderni mezzi di comunicazione ci inviano ogni giorno, parlano chiaro e forte: o si mette mano ad un sostanziale mutamento di rotta o ne subiremo le conseguenze, come ben sanno tutti i cittadini che sono stati colpiti prima dal terremoto e poi dalle alluvioni, che hanno in parte distrutto l’economia della nostra Regione, una delle più avanzate di tutta l’Italia. Impossibile, dicevo, prevenire le scosse sismiche, le bombe d’acqua improvvise e distruttrici ma le alluvioni provocate dall’esondazioni dei fiumi, dalla rottura degli argini, dalla cementificazione fuori controllo, queste sì che sono evitabili con norme e Leggi costruite “ad hoc”. Ma non mi fermo qui, sarebbe troppo poco. Passiamo ogni giorno su strade che costeggiano fiumi, canali e torrenti e osserviamo una folta vegetazione di cespugli e alberi degni dei nostri boschi ma non della pianura. I grossi tronchi che emergono dalle rive e dalle golene fanno baluardo al passaggio dell’acqua. Tutti conoscono il problema e noi più di tutti, ma dove trovare il rimedio? A nostro parere il rimedio c’è ma occorre quella instancabile tenacia che ora sembra venir meno a chi deve, per dovere, supportare con l’azione le fondamentali attività che da decenni sono cadute nel dimenticatoio. Vengo al dunque, senza la pretesa assurda di essere in possesso della verità. Quello che riporto è il parere di un’Associazione come la nostra che vive con l’allarme sotto il guanciale ma che sa anche pensare, giudicare e proporre soluzione ai problemi. Innanzitutto, con lavori inerenti la sistemazione dei fiumi e dei canali, con la messa in sicurezza della montagna, delle sue strade e dei suoi borghi, con il contenimento dei luoghi soggetti a frane, si decreterebbe la fine di molti pericoli, di molte sofferenze e, in più, si creerebbe LAVORO PER MOLTI, lavoro che, come tutti sanno, scarseggia e latita ovunque. Si porrebbe in sicurezza il territorio e si darebbe lavoro a molti, moltissimi cittadini. Certo, non si può attuare un piano così vasto in pochi mesi o anni ma, Signori, è già mezzo secolo che non si pone mano alla sicurezza del territorio. Mi rendo conto, come tutti, che il denaro è poco e quindi vi sono difficoltà a gestirlo, ma non si può iniziare a parlarne seriamente e con impegno?
E non mi si venga a dire che le proposte dell’AVPCM sono demagogiche e inattuabili. Non lo accetto e, come me, non lo accettano gli altri Soci. Molte Amministrazioni Locali hanno iniziato un lodevole cammino per sanare le situazioni più gravi ed a offrire ai residenti nuovi Piani Regolatori più aderenti alle condizioni locali, impedendo scempi edilizi e cementificazione del territorio. Il nostro Comune, lodevolmente, molto ha fatto, ma non può intervenire in ambiti che non gli competono e nei lavori che IL GOVERNO DEVE porre nelle priorità del suo programma.
Credetemi, è il caso di iniziare ad agire altrimenti ci ritroveremo, tra non molto tempo, a parlare ancora delle disgrazie che attribuiremo, come al solito, alle stagioni che cambiano, al caso che ci perseguita e non a noi che non cambiamo mai. L’argomento che ho trattato a volo di rondine viene trattato dai media con frequenza, poi viene dimenticato o messo nell’angolino. Noi siamo del parere che “repetita juvant” e quindi insistiamo ed insisteremo sempre perché, come primi attori di questo dramma, ne abbiamo il DIRITTO.

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Perché tanta burocrazia?
Pubblicato: Giovedì, 11 Febbraio 2016 19:33
Il mondo del volontariato è senz’altro un aspetto della società decisamente atipico che rasenta l’individualismo, perché il volontario, per sua natura, ha bisogno di molta libertà d’azione e detesta essere legato a schemi o a programmi.
Naturalmente questo contrasta con l’associazionismo che spesso è necessario per portare avanti un progetto per il quale il singolo non sarebbe in grado offrire sufficienti garanzie. Una Associazione come l’A.V.P.C.M., che ha come scopo principale il concetto di Protezione Civile, cioè il portare aiuto a chi, per ragioni naturali o meno, si trova ad essere limitato nella propria attività quotidiana, ha bisogno di una organizzazione particolare per essere efficiente, qualora fosse richiesta la sua provvidenziale presenza, sia a livello locale che a livello esterno alla fascia del nostro territorio. I nostri soci più anziani hanno partecipato con profitto a tutti i corsi che periodicamente vengono istituiti, hanno frequentato le varie esercitazioni messe in essere dagli organismi di comando della Protezione Civile, quando hanno dovuto intervenire in eventi calamitosi hanno svolto i compiti loro richiesti con profitto, pertanto sono sufficiente preparati, insomma hanno le carte in regola per poter essere considerati dei volontari efficienti. Gli organismi dirigenziali della Regione, si sono finalmente accorti della importanza che possono avere le Associazioni di volontariato nel tutelare la sicurezza del territorio, specialmente in tempi di crisi come quella che stiamo attraversando, ed hanno deciso di fare un censimento capillare degli operatori di Protezione Civile. Fin qui tutto bene. Per perseguire gli scopi ci vengono richieste precisazioni, che sono tante ma dovrebbero già essere conosciute da Provincia, Regione e anche Consulta alle quali, di volta in volta, abbiamo sempre mandato il rendiconto, sia economico che operativo, dei vari servizi che i nostri volontari hanno espletato. I rapporti che inviamo per avere il relativo rimborso spese sono diventati estremamente complicati e particolarmente esigenti e soprattutto devono essere tempestivi. Non parliamo poi dei documenti riguardanti le statistiche che, periodicamente, vengono richieste dall’ISTAT o dalla Regione e anche dalla Provincia. Tutto questo deve essere inviato per via telematica. L’ A.V.P.C.M. è una associazione di persone che in gran parte sono pensionati e nella totalità dei casi provengono da aree operative e quindi non ci sono esperti di telematica e tanto meno di burocrazia. Per concludere, tenere in vita una Associazione come le nostra occorrono competenze per le quali nessuno di noi, quando si è iscritto, pensava di doversi cimentare. Ora io mi chiedo: è più importante tenere in efficienza le attrezzature e i mezzi quindi preparare i volontari a vigilare sullo stato degli argini dei fiumi, o imparare le regole generali della viabilità oppure spedire tante E-mail in giro per l’Italia? Credo che la risposta si ovvia.

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Servizio Controllo Argini
Pubblicato: Lunedì, 02 Febbraio 2015 17:21
Nell’articolo che segue viene descritto in maniera ampia ed esauriente il servizio di monitoraggio argini fatto periodicamente (mensilmente) sul fiume Reno, torrenti Idice e Quaderna (tratti arginali nel comune di Molinella) ed i canali gestiti dalla Bonifica Renana.
Questa attività fin dal 1997 è coordinata dal Presidente AVPCM (Associazione Volontari Protezione Civile Molinella), Floriano Frabetti e da Ezio Chiarini, aiutati e supportati da POCHISSIMI SOCI. Il Comune di Molinella, nel Capoluogo, a dicembre 1996 ha subito alcuni episodi di esondazioni tuttavia grazie ai lavori strutturali sulle fognature e con la pulizia costante del reticolo minore, negli anni successivi, fino ai nostri giorni, anche grazie al lavoro di sorveglianza arginale dei volontari di protezione civile, non si sono avuti fenomeni alluvionali. Teniamo pure a precisare che altri comuni, tramite le loro Associazioni di Volontariato, svolgono da tanto tempo, in maniera continuativa il tipo di attività sopra citato, ci riferiamo a San Giovanni in Persiceto, Sala Bolognese (per controlli sul Samoggia e sul Reno) ed altri ancora, nella pianura bolognese. In conclusione speriamo ardentemente che questo tipo di servizio per la sicurezza del territorio sia tenuta in maggiore considerazione dalle competenti Autorità Regionali e Nazionali, al fine di a mentre i fondi per la manutenzione ordinaria dei fiumi e canali vari, ed aumentare l’organico del personale pubblico dipendente, preposto alla sicurezza idraulica delle nostre zone, perché secondo i meteorologi il futuro del clima, non si prospetta roseo!
INTERVISTA AL SOCIO EZIO CHIARINI
Da quanto tempo vi occupate delle sorveglianza degli argini?
Non ricordo esattamente, ma più o meno dal 2000.
In un anno quante volte eseguite il vostro compito di volontari?
Dipende molto dallo stato della vegetazione sugli argini, approfitto solitamente di quando la vegetazione è bassa e premette un controllo migliore. Più o meno faccio una quindicina di giri all’anno, per ciascuno dei quali controllo alcuni chilometri di arginatura.
Quali sono i pericoli più immanenti negli argini che circondano Molinella?
Principalmente le tane di animali che perforano anche solo parzialmente il fianco dell’argine, ma anche dissesti vari del terreno, franamenti, ecc.
A chi avete relazionato dei pericoli più gravi?
Solitamente segnaliamo le criticità che riteniamo più a rischio al Comune di Molinella e al Servizio Tecnico di Bacino del Reno.
Quali mezzi dell’AVPCM vi aiutano nelle vostre ricerche?
È un servizio che si può svolgere anche senza mezzi particolari. Di solito opero abbastanza in autonomia per scelta mia, perché più comodo, utilizzando la bicicletta e attrezzature personali quali macchina fotografica e ricevitore GPS (attrezzature che sarebbero comunque disponibili anche presso l’Associazione).
Ricevete aiuti di solidarietà dagli altri soci e dalle Istituzioni?
Per questo specifico servizio non mi risulta, se non generalizzando: l’associazione riceve aiuti vari ma genericamente per tutte le attività.
Quali sarebbero i primi interventi da effettuare negli argini e nei fiumi?
Almeno le cose più semplici quali una maggior pulizia degli argini dalla vegetazione e possibilmente anche dell’alveo. Oltre ovviamente a interventi di sistemazione delle criticità note. Ma siamo consapevoli che purtroppo il tutto è vincolato alle scarse risorse disponibili, che l’ente competente è costretto a ponderare.
Come giudicano il vostro lavoro i molinellesi?
Difficile a dirsi, perché penso che questo servizio, che per sua natura viene svolto in modo poco appariscente, sia noto solo a una stretta minoranza dei cittadini. Quei pochi a cui capita di parlarne (amici, colleghi di lavoro, ecc.), almeno a parole sembrano apprezzarlo.

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Mappa delle tane rilevate nel territorio comunale
Pubblicato: Lunedì, 02 Febbraio 2015 17:38
La gestione dei vari corsi d’acqua è affidata, per legge, alla Regione Emilia- Romagna per quanto riguarda i fiumi (Reno, Idice, Quaderna), mentre tutti i canali, le così dette acque basse, sono di competenza della Bonifica Renana. Nella piantina sono evidenziate le posizioni in cui i nostri volontari hanno riscontrato buchi nelle scarpate degli argini che denunciano la presenza di tane di animali, che possono essere non solo di nutrie, ma anche di volpi, di tassi, di istrici, ecc. animali di stazza riguardevoli che hanno bisogno.
È di parecchio spazio per i loro ripostigli. Tutti questi pericoli, che sono stati avvistati nei periodici monitoraggi che i nostri volontari eseguono, sono stato segnalati con rapportini, alle autorità preposte, cioè al Servizio Tecnico Bacino del Reno per i fiumi, e alla Bonifica Renana per i Canali e ben poco è stato fatto per ovviare ai pericoli che possono dare in caso di piene dei corsi d’acqua. Questo è il maggior pericolo che si possono creare durante i sempre più frequenti ingrossamenti dei fiumi, ma altri sono i pericoli che l’ambiente e molto spesso l’incuria dell’uomo creano.
Mappa delle tane nel territorio di Molinella


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AVPCM: INTERVENTI E SERVIZI NEl 2014
Pubblicato: Lunedì, 02 Febbraio 2015 17:23
L’inizio del 2014 è stato molto impegnativo per quanto riguarda i rischi corsi dalla nostra comunità e da quelle limitrofe, pertanto i servizi espletati dai volontari A.V.P.C.M. dall’inizio dell’anno, rappresentano il costante e impegnativo compito che i nostri soci si assumono come volontari a difesa e all’aiuto dei cittadini in difficoltà.
10 Gennaio 2014
Piena dei fiumi Reno - Idice - Quaderna I volontari sono stati impegnati nel monitoraggio degli argini in servizi sia diurni che notturni.
22 Gennaio 2014
Rotta del fiume Secchia in provincia di Modena presso la comunità di Bomporto N° 9 Volontari A.V.P.C.M. impegnati
31 Gennaio 2014
Piena del Fiume Reno I volontari sono stati impegnati nel monitoraggio degli argini in servizi sia diurni che notturni.
5 Marzo 2014
Rotta del fiume Quaderna in Prossimità della località Fiorentina di Medicina i volontari A.V.P.C.M. sono intervenuti con N° 5 Volontari e l’ausilio dei mezzi a nostra disposizione.
26 Luglio 2014
Violento acquazzone che fa cadere alberi a Marmorta e San Pietro Capofiume. N° 12 Volontari impegnati.
15 Agosto 2014
Temporale pomeridiano, cade un albero in via Provinciale Superiore che ostacola metà carreggiata, con i vigili del fuoco sono impegnati sono impegnati N° 2 Volontari.
A questi servizi che sono di vera e propria Protezione Civile vanno aggiunti tutti gli impegni di viabilità in ausilio ai servizi dei Vigili Urbani.
a) Giornaliero per attraversamento pedonale in adiacenze del plesso scolastico di Molinella.
b) Assistenza alla viabilità in occasione del carnevale di Molinella, Marmorta e S. Martino in Argine.
c) Assistenza alla viabilità in occasione delle processioni religiose a Molinella, Marmorta, S. Martino in Argine e Guarda.
d) Controllo delle chiusure degli accessi nella quattro serate della “Festa della Birra”. e) Impegno per la giornata del “Banco alimentare”
e) Presenza di ausilio a Vigili Urbani in occasione della fiera di Molinella, e nelle altre fiere frazionali. L’impegno dei nostri volontari è costante e continuo per quello che riguarda la burocrazia quotidiana e la preparazione sulle attrezzature che possono essere necessarie in caso di eventi calamitosi.


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Non solo tane...
Pubblicato: Lunedì, 02 Febbraio 2015 17:25
Dire “i nostri corsi d’acqua sono nel più totale abbandono…” è un luogo comune che ci accompagna ogni qualvolta in cielo si addensano minacciosi nuvoloni, che sempre più frequentemente, sono apportatori di alluvioni e rovine.
Naturalmente il primo pensiero che ci assilla è questo “gli argini dei nostri fiumi e dei nostri canali reggeranno se la furia del prossimo temporale li metterà a dura prova”, in quel caso il pensiero corre alla eventualità che le strutture arginali siano debilitate da ferite provocate da animali che hanno scelto l’argine per farne la propria dimora. A correre rischi idrogeologici per mancanza di cura, purtroppo, non sono solo i buchi scavati negli argini da animali più o meno grandi, le così dette tane che non vengono adeguatamente sistemati, ma anche la mancanza di pulizia dei fondali che determina la diminuzione della portata del corso d’ acqua, ma anche il deposito di residui legnosi che, qualora arrivi la piena questi detriti galleggiano e vengono trasportati dalla corrente fino ad incontrare i piloni di ponte.    Questi detriti si accumulano fino a creare una vera e propria diga naturale che intralcia il normale deflusso verso il mare determinando ritardi nello smaltimento delle acque quindi pericoli per le zone a monte di questi addensamenti. Naturalmente tutto questo deriva da scarsa pulizia che si esercita sugli alvei dei fiumi e dei canali, scarsa pulizia che è anche la causa di difficoltà nello scoprire eventuali presenze di tane, chi va a controllare tutte queste disfunzioni a volte incontra notevoli difficoltà nel camminare fra una vegetazione che oltre che coprire alla vista presenze indesiderate crea difficoltà a destreggiarsi e a passare.                                                                   Altra causa di difficoltà nel controllo
argini è anche la presenza di vere e proprie discariche che sono composte da ogni genere di materiali, lungo gli argini dei nostri fiumi e canali si trova di tutto, questo materiale, in caso di necessità può provocare intralci.  Tutte queste anomalie, rilevate dai nostri volontari, vengono sistematicamente segnalate alle competenti autorità (Regione per i fiumi, Bonifica Renana per i canali) ma quasi sempre non vengono tenute nel giusto conto nel nome del luogo ormai comune che “non ci sono i soldi per fare le migliorie necessarie”.  Ma se queste carenze dovessero essere causa di gravi danni, questi non costerebbero di più che non provvedere a opportune migliorie. NON SAREBBE MEGLIO PREVENIRE CHE CURARE.




DISCARICHE A CIELO APERTO




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Diario di un temporale di mezza estate a Molinella
Pubblicato: Lunedì, 02 Febbraio 2015 17:34
Sabato 26 Luglio 2014 mattinata con nubi alternate a pieno sole, una condizione abbastanza consueta in questa estate che non si decide a partire, non ci sono allertamenti per le prossime ore; fin qui tutto normale.
Verso le ore 15,00 comincia a piovere con folate di vento sempre più intense, nel giro di qualche minuto la situazione precipita, scrosci di pioggia sempre più abbondanti, in vento aumenta di intensità, si comincia a pensare di proteggere la casa, si chiudono i vetri delle finestre e dove si può, si cerca di chiudere anche gli scuri esterni, questa operazione però richiede ormai una abbondante doccia fuori programma, e la cantina? Ci guarderemo dopo. Intorno alle 15,30 la violenza del temporale si calma, anche se continua a piovere; si comincia a togliere bagnato dai pavimenti, l’acqua si è infiltrata in qualche maniera dalle chiusure estive non sempre adatte a contrastare pioggia e vento di tanta intensità. Si scende in cantina, qui le cose sono molto peggiori, intanto per non bagnare i piedi sono necessari gli stivali, l’acqua ha raggiunto livelli di qualche centimetro non è entrata solo dai pertugi che ha trovato nelle varie porte e finestre ma è salita anche dai pozzetti che dovrebbero essere di scarico se le fognature fossero sufficienti. Ci si arma di scope, badili, pompe e quant’altro e si cerca di prosciugare le cantine, intanto per qualche tempo ancora il liquido continua a salire dai tombini. Alla protezione civile viene indicato ai volontari che a Marmorta sono caduti due alberi (Tigli) sulla strada che congiunge Marmorta con il Morgone e pertanto sarebbe opportuno intervenire per liberare la strada, una squadra di volontari (N° 7) parte con i mezzi a disposizione per liberare la strada, l’operazione termina alle ore 19,00. Intanto una squadra di 3 persone, su invito dei vigili urbani, fa una ricognizione nelle frazioni e rimuove alcuni rami che sono sulle carreggiate. Per la cronaca, l’Associazione Volontari ha ricevuto l’avviso di allertamento sabato 26 luglio alle ore 13,11 quando in sede non c’era più nessuno. Questa è la dimostrazione di come bisogna adeguarsi a situazioni particolari che sempre più spesso le cronache mediatiche ci informano, adducendo al cambio di clima le responsabilità di questo nuovo modo di passare delle stagioni.





















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A proposito di radio
Pubblicato: Giovedì, 11 Febbraio 2016 19:30
Novità riguardo le radio dell’associazione
Può sembrare anacronistico parlare di radio in un’epoca dove tutti hanno almeno un telefono cellulare. Effettivamente alcune decine di anni fa le radio avevano un’importanza strategica che ora è in buona parte superata dalla larga diffusione dei telefoni cellulari (sempre ammesso che funzionino sempre), però le radio rimangono insostituibili o quantomeno estremamente utili quando si devono coordinare le operazioni di un certo numero di operatori sparsi e si devono fare comunicazioni brevi e frequenti col vantaggio di comunicare i messaggi in modo rapido e a tutti gli operatori contemporaneamente. Attualmente è in corso un progetto, che con buone probabilità andrà in porto a breve, per avere una frequenza comune per le associazioni di protezione civile dei comuni della bassa pianura bolognese, tra cui il nostro. La frequenza sarà nella banda civile (VHF) e vi è la possibilità di ottenerla in concessione gratuita purché utilizzata solo per finalità inerenti alla protezione civile. Verrà anche installato un ponte radio nel comune di Minerbio, che coprirà tutta l’area interessata, che comprende i comuni di Medicina, Molinella, Malalbergo, Baricella, Minerbio, Budrio e Granarolo. La spesa per l’installazione del ponte radio verrà ripartita tra le associazioni interessate e ciascuna associazione, compresa la nostra, dovrà provvedere all’acquisto delle proprie radio, adeguate per questo utilizzo. Per servizi locali, sempre che siano riconosciuti come attività di protezione civile, le singole associazioni potranno utilizzare le radio localmente, senza l’utilizzo del ponte radio. Per quei servizi extra che di tanto in tanto svolgiamo, che non possono essere considerati inerenti alla protezione civile, dovremo continuare a utilizzare le nostre vecchie radio anche se di potenzialità più limitata.

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